7 Novembre, 2026 Cesenatico

Siani, bussola del giornalismo: la sua Olivetti fa tappa a Ravenna

Giancarlo Siani non è soltanto un nome scolpito nella memoria civile: è una bussola. Per chi sceglie il giornalismo come mestiere e responsabilità, Siani indica ancora oggi il nord etico: schiena dritta, verifica dei fatti, rifiuto delle scorciatoie e delle collusioni. 

A quarant’anni dall’omicidio, la sua lezione non è un santino da commemorare, ma un metodo di lavoro da praticare ogni giorno, nella consapevolezza che una parola può cambiare il senso delle cose e la vita delle persone. Siani ricordava che l’inchiesta non nasce dalla retorica del coraggio, ma dalla pazienza: archivi, appunti, citofoni, domande ripetute finché la verità non accetta di farsi raccontare.

Per questo la sua Olivetti M80 – compagna silenziosa di oltre seicento articoli – è il simbolo più preciso del suo lascito. Vederla oggi viaggiare in treno, fare tappa nelle città, fermarsi tra biblioteche, scuole e redazioni, significa riconsegnare il giornalismo ai suoi strumenti primari: attenzione, cura, responsabilità. 

E il fatto che arrivi anche a Ravenna, nel cuore della Romagna, aggiunge un valore speciale: non soltanto perché qui il racconto civico ha una lunga tradizione, ma perché ogni tappa romagnola ricorda che la libertà d’informare ha bisogno di comunità vigili, lettori esigenti, giovani pronti a prendersi carico di storie scomode.

La M80 a Ravenna è un invito: sedetevi idealmente a quella tastiera, ascoltate il suono dei tasti, pensate al tempo necessario per scegliere un verbo, alla responsabilità di un titolo. Ogni pezzo di Siani portava con sé il dovere di capire prima di giudicare e di restare a fianco dei cittadini, soprattutto quando il potere – criminale o istituzionale – prova a spostare il baricentro della verità.

Ecco perché Siani resta un riferimento per tutti: perché ci chiede di non accontentarci del “si dice”, di difendere le fonti, di mettere la faccia sui fatti. La sua macchina da scrivere che attraversa l’Italia e arriva in Romagna non è nostalgia: è un passaggio di testimone. Sta a noi afferrarlo, ogni volta che una notizia bussa alla porta.

© RIPRODUZIONE RISERVATA