7 Novembre, 2026 Cesenatico
Tasse più alte e nuova burocrazia: arriva la mazzata sugli “affitti brevi”

Tasse più alte e nuova burocrazia: arriva la mazzata sugli “affitti brevi”

Negli ultimi anni, soprattutto dopo il Covid, gli “affitti brevi” sono stati una fonte di reddito preziosa per molte famiglie di Cesenatico ma, con le nuove norme in vigore dal novembre scorso e poi prorogate al 1° gennaio (per garantire uniformità di applicazione in tutta Italia), un settore in clamorosa espansione rischia una brusca frenata. 

Al di là della “stretta” su molte residenze, infatti, a preoccupare i proprietari degli immobili è, soprattutto, l’obbligo del Codice identificativo nazionale (CIN) per chi affitta a scopo turistico sotto i 30 giorni. Si tratta di un ulteriore appesantimento burocratico a carico dei proprietari perché, di fatto, è previsto un doppio step: prima la concessione del codice regionale e poi l’emissione del Cin. I due codici hanno una funzione diversa: il primo, quello regionale, serve ad essere abilitati all’esercizio dell’attività, mentre il secondo, quello nazionale, ne autorizza la pubblicità e ha funzioni di monitoraggio antifrode. 

A Cesenatico le verifiche sono già cominciate e le prime avvisaglie non sono incoraggianti. L’iter normativo è così complesso che la maggior parte dei proprietari non è ancora in regola e qualcuno, spaventato dal ginepraio di regolamenti non del tutto chiari, ha già desistito mettendo in vendita il proprio appartamento. Il rischio, infatti, è quello di incorrere in multe salatissime perché, chi pubblicizzerà dal 1° gennaio 2025 la sua struttura senza codice, sarà punibile con una sanzione fino a 5mila euro. E chi affitta senza Cin ne rischia una fino a 8mila euro. Insomma, se non si è in regola, non vale la pena provarci, anche perché le piattaforme di turismo online (le cosiddette Ota, come Booking) hanno già garantito al ministero del Turismo che non pubblicizzeranno più strutture sprovviste di Cin.

Alla nuova (stringente) normativa brindano solo le associazioni degli albergatori che, in più occasioni, avevano reclamato una regolamentazione di un settore che, in molti casi, grazie a norme molto snelle, cominciava a rappresentare un concorrente temibile. Del resto, la capacità complessiva delle case messe a reddito in Italia con gli affitti brevi garantisce 2,5milioni di posti letto, circa la metà dei posti letto nazionali. 

Il rischio, però, a questo punto, è quello di affossare un settore che funzionava. Il numero di famiglie italiane che ha una entrata integrativa grazie ad affitti brevi è di circa 600mila e anche a Cesenatico sono tantissimi i proprietari di immobili che, negli ultimi anni, avevano cominciato a trasformare i loro appartamenti in residenze turistiche. Un comparto, come detto, molto prezioso perché, oltre a garantire extra-guadagni per molti cittadini, aveva dato vita anche ad un importante indotto in termini di investimenti per ristrutturazioni e home staging, senza dimenticare i tanti addetti alle pulizie che orbitano attorno a questo “nuovo” mercato. 

Il timore, insomma, è che una norma introdotta per regolamentare un settore favorendo la trasparenza, alla fine, finisca per incoraggiare il sommerso e gli “affitti in nero”, anche se le verifiche, la prossima estate, saranno assai più rigorose.

A questo punto, dunque, conviene armarsi di santa pazienza e cominciare a sbrigare, quanto prima, tutte le lungaggini burocratiche. Ma non tutti hanno il tempo e le competenze per farlo e allora molte agenzie immobiliari di Cesenatico hanno iniziato a pubblicizzare i loro servizi di consulenza per aiutare i proprietari degli appartamenti turistici a districarsi nel dedalo di nuove norme. Anche perché il CIN non è solo una banale autorizzazione, ma anche un’impalcatura di nuovi servizi e quindi di nuove spese. Chi vorrà affittare il proprio appartamento, infatti, dovrà dotarsi di nuovi standard di sicurezza, come ad esempio i dispositivi per la rilevazione di gas combustibili e monossido di carbonio e gli estintori portatili a norma. Insomma, affittare un appartamento turistico, d’ora in poi, richiederà gli stessi aggravi burocratici delle ordinarie gestione alberghiere. 

Infine, c’è il tema – anche questo disincentivante – del rincaro dei prelievi tributari che limeranno un po’ le marginalità. Arriva infatti la cedolare secca al 26% che, rispetto al tradizionale 21%, scatta sui redditi di locazione maturati a partire dal 1° gennaio del 2024 per il secondo alloggio affittato per brevi periodi. Per la prima o unica casa affittata, invece, resta l’aliquota al 21%.

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