24 Settembre, 2026 Cesenatico

Tragedia di Pinarella, Battistoni: “Una tragica fatalità”

“Una tragica fatalità”. Con tutte le cautele del caso, senza sconfinare mai nell’alveo del giudizio, Simone Battistoni, presidente della Cooperativa Bagnini di Cesenatico, commenta con estrema prudenza la tragedia di Pinarella, dove una turista di 65 anni di Vicenza, ieri mattina, è stata falciata da una ruspa che, senza alcuna autorizzazione, stava ripulendo l’arenile (leggi qui). 

Simone Battistoni, come si può spiegare questa tragedia? 

“Prima di tutto ci tengo ad esprimere ai familiari della vittima anche il cordoglio e la vicinanza di tutti i bagnini di Cesenatico e, poi, vorrei ribadire la mia fiducia totale nei confronti della Cooperativa Bagnini di Cervia che è notoriamente formata da persone competenti e capaci. Non conosco la dinamica ufficiale dell’evento, essendo avvenuto in una porzione di arenile non di mia competenza, ma la sensazione è che siamo di fronte ad una tragica fatalità”. 

Una ruspa alle 10 del mattino su una spiaggia piena di gente: come è potuto accadere?

“Esistono delle regole e da lì dobbiamo inevitabilmente partire: una di queste dice che qualsiasi tipologia di mezzo che opera in spiaggia deve avere il permesso dell’Autorità Marittima. Si tratta di norme molto più stringenti rispetto a quelle in vigore sulle strade dove, come noto, un mezzo può circolare liberamente purché dotato di targa. Ma la spiaggia è un ambiente pubblico che va protetto e custodito e dunque mi pare giusto che sia così. Il secondo aspetto è quello legato alla sicurezza e, dunque, se devo operare sull’arenile, devo farlo rispettando tutte le accortezze a tutela dell’incolumità pubblica. Quindi lavorando solo negli orari in cui non ci sono i bagnanti oppure, nel caso in cui certi interventi non siano differibili, lavorando sempre nel rispetto di tutte le norme sulla sicurezza”.   

Ma è normale una ruspa in spiaggia il 23 maggio alle 10.30 del mattino? 

“E’ normale solo se in presenza di ragioni urgenti ed improrogabili come una buca pericolosa, la presenza di un ordigno o un grosso tronco in mare. Nell’ordinario direi di no, non è normale”. 

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