Dopo la morte di Alfiero Moretti, il cittadino 63enne deceduto ieri mattina all’Ospedale “Maurizio Bufalini” di Cesena in seguito ad una grave emorragia cerebrale, arriva ora la presa di posizione del Sindaco di Cesenatico, Matteo Gozzoli. Attraverso i propri canali social, il primo cittadino ha innanzitutto espresso cordoglio per la scomparsa dell’uomo e invitato la cittadinanza ad attendere l’esito delle indagini, evitando ricostruzioni premature su una vicenda che resta pienamente al vaglio della magistratura.
“Alfiero Moretti era un cesenaticense doc e, per chi frequenta il centro cittadino, una presenza fissa”, scrive Gozzoli in apertura del suo messaggio. “Prima di tutto desidero esprimere il cordoglio per la sua scomparsa ai familiari e a tutti quelli che gli volevano bene. La sua scomparsa improvvisa, dopo un malore, ha colpito molto la nostra comunità”.
Il sindaco ripercorre quindi gli ultimi giorni di vita del 63enne, ricordando come meno di due giorni prima del ricovero d’urgenza Alfiero fosse stato vittima di un’aggressione nei pressi della sede della Caritas di Largo Cappuccini. Dopo le cure ricevute in ospedale era stato dimesso, salvo poi accusare un malore circa 36 ore più tardi, rivelatosi purtroppo fatale.
Proprio per questo Gozzoli richiama alla prudenza. “Sulla vicenda stanno indagando i Carabinieri di Cesenatico e, vista la grande attenzione mediatica che ha avuto questo episodio, sento il dovere di chiedere a tutti di mantenere la calma in attesa che la magistratura porti a termine il lavoro”, afferma.
Nel suo intervento il primo cittadino ricostruisce anche la situazione dell’ex convento dei Cappuccini, precisando che dall’autunno del 2024 la struttura ospita la Caritas di Cesenatico e che dal maggio 2025 il dormitorio non è più attivo, rimanendo invece operativo il servizio di mensa solidale e di distribuzione degli abiti usati, già svolto in precedenza presso la vicina parrocchia di San Giacomo.
“In questi mesi – spiega il sindaco – con le forze dell’ordine e con la Polizia Locale abbiamo monitorato l’area. Si sono resi necessari interventi sporadici, nella maggior parte dei casi per schiamazzi o situazioni di degrado, ma non per episodi di violenza”.
Infine, il passaggio dedicato all’inchiesta in corso. “La morte di Alfiero è oggetto di approfondimenti da parte delle autorità e, come sindaco, seguo la vicenda con attenzione: senza minimizzare e senza sottovalutare la situazione; ma allo stesso tempo senza correre verso conclusioni affrettate”, conclude Gozzoli.
Le parole del primo cittadino arrivano mentre la Procura è chiamata a fare piena luce sulla vicenda. Nelle prossime ore saranno infatti gli accertamenti medico-legali, a partire dall’autopsia, a chiarire se esista o meno un collegamento reale tra il pestaggio – subito da Alfiero Moretti nella notte tra venerdì e sabato – e l’emorragia cerebrale che ne ha causato il decesso.