5 Ottobre, 2026 Cesenatico

Residence fantasma, altre 20 famiglie truffate: cresce la solidarietà

Il flusso non si ferma. Anche nella giornata di ieri – lunedì 3 agosto – il portone di Via Pascoli 2 è tornato ad essere il punto di arrivo per nuovi turisti vittime della truffa del falso residence. Nonostante il clamore mediatico assunto dalla vicenda e le numerose segnalazioni, altre venti famiglie si sono presentate convinte di dover ritirare le chiavi dell’appartamento prenotato online.

Tra loro anche una famiglia arrivata dal Belgio, oltre a turisti provenienti da diverse regioni italiane ed altri Paesi. Già nella mattinata erano una decina i nuclei familiari presenti davanti allo stabile, mentre il momento di maggiore afflusso si è registrato, ancora una volta, nel primo pomeriggio.

Con il passare dei giorni, infatti, emerge un elemento ormai ricorrente: i falsi appuntamenti per il check-in vengono fissati prevalentemente in due fasce orarie, le 10 del mattino e soprattutto le 14, divenute ormai l’orario in cui si concentra il maggior numero di arrivi.

La scena è sempre la stessa. Valigie sul marciapiede, famiglie che cercano invano di contattare il presunto gestore dell’alloggio e, pochi minuti dopo, la consapevolezza di essere state truffate. A quel punto entrano in gioco i residenti e i commercianti della zona, che ormai conoscono perfettamente la vicenda e cercano di limitare il disagio.

Ancora una volta un punto di riferimento fondamentale è stata Prima Assicurazioni Romani-Graziani, i cui operatori hanno accolto i turisti, spiegato quanto stava accadendo e indirizzato tutti verso lo IAT – Ufficio Informazioni e Accoglienza Turistica – al Palazzo del Turismo di Viale Roma, dove viene gestita la ricerca di una sistemazione alternativa. Una disponibilità che Alex Romani e i colleghi hanno rinnovato anche nella giornata di lunedì, confermando l’impegno già dimostrato fin dalle primissime ore dell’emergenza.

Da ieri, inoltre, la situazione è diventata immediatamente più chiara anche per chi arriva davanti allo stabile. Sul posto sono infatti comparsi diversi avvisi. Alcuni sono stati affissi dalla Polizia Locale di Cesenatico, mentre altri sono stati predisposti dal proprietario dell’appartamento realmente presente nel condominio, quello il cui codice CIN sarebbe stato indebitamente utilizzato dai truffatori per rendere credibili gli annunci pubblicati su piattaforme come Booking e Airbnb.

Tutti gli avvisi riportano la medesima indicazione: rivolgersi allo IAT, presso il Palazzo del Turismo, dove il personale fornisce assistenza e supporto nella ricerca di una nuova sistemazione.

Parallelamente continua a crescere anche la risposta del comparto turistico. Sempre più strutture ricettive, infatti, stanno contattando direttamente lo IAT per segnalare la propria disponibilità ad accogliere le famiglie rimaste senza alloggio.

Un’iniziativa nata spontaneamente, senza particolari coordinamenti iniziali, che ha consentito di creare una rete di solidarietà capace di limitare, almeno in parte, i pesanti disagi provocati dalla truffa. Tra le strutture che hanno comunicato la propria disponibilità figurano: l’Hotel Miramare e la Residenza Domus Mea – entrambi della famiglia Vernocchi –, l’Hotel Villa delle Rose, l’Hotel Donatello, l’Hotel Plaza e l’Hotel Milano.

A queste si aggiunge anche il Camping Cesenatico, che ha ospitato tre famiglie, tra cui una proveniente dall’Ucraina. Nei momenti più critici della vicenda si era invece distinto l’Hotel Lux, che già nella serata di sabato aveva accolto tre famiglie, due delle quali straniere, contribuendo ad alleggerire una situazione che, nelle prime ore, appariva completamente fuori controllo.

Mentre proseguono gli accertamenti per individuare i responsabili della truffa, ciò che continua a colpire è la risposta della comunità. Residenti, commercianti, assicuratori, personale dello IAT e albergatori hanno ormai trasformato un’emergenza improvvisa in una macchina della solidarietà che, giorno dopo giorno, continua a garantire informazioni, assistenza e un posto dove dormire a chi arriva a Cesenatico convinto di iniziare una vacanza e si ritrova invece vittima di un sofisticato raggiro online.

Se la truffa, almeno per il momento, continua a mietere nuove vittime, la risposta del territorio dimostra come, accanto al danno subito dai turisti, sia emersa anche la capacità di un’intera comunità di organizzarsi rapidamente per non lasciare nessuno da solo.

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