La polemica sui calendari di Mussolini esposti in un’edicola di Viale Trento, a Cesenatico, si sgonfia sul nascere con la replica della titolare, Sara Bonoli. A poche ore dalla segnalazione che ha acceso il dibattito, infatti, l’esercente chiarisce con decisione la posizione dell’attività, respingendo l’idea che l’esposizione sia riconducibile ad una particolare simpatia politica.
“Espongo tutto quello che ci arriva”, è il concetto che Bonoli ribadisce più volte. Il suo è un lavoro commerciale, spiega, e la merce esposta comprende prodotti anche molto diversi tra loro. “Noi vendiamo veramente di tutto. È un’attività molto democratica”.
La titolare racconta inoltre che la persona che ha sollevato la questione era già passata in edicola due volte, lamentandosi di quella che, a suo giudizio, sarebbe stata un’esposizione “vergognosa”. In entrambe le occasioni, sostiene Bonoli, era stato chiarito che l’attività non sceglie i calendari per ragioni ideologiche, ma mette in vendita “ciò che riceve dai distributori”.
“Ogni mattina arrivano delle casse piene con riviste di ogni genere. Questo – precisa – è il periodo in cui arrivano i calendari e noi li esponiamo fuori, nella vetrina”, racconta ancora Sara. La distribuzione rifornisce le edicole di diverse regioni e la merce può variare in base alle forniture ed alle caratteristiche dei singoli punti vendita. “Noi esponiamo tutte le tipologie di prodotto”.
E basta guardare la vetrina per trovare un esempio concreto della varietà descritta dalla commerciante. Accanto al calendario dedicato a Mussolini compaiono pubblicazioni per ogni gusto: gatti, cani, Padre Pio, paesaggi, agricoltura e prodotti per la famiglia. Poco distante c’è anche il “Tettendar”, con immagini esplicite di modelle a seno nudo, che dimostra quanto l’assortimento sia effettivamente eterogeneo. Una convivenza di proposte differenti, senza che l’esposizione di una singola pubblicazione possa essere letta automaticamente come una dichiarazione di appartenenza.
Sara affronta anche il tema della sensibilità personale: “Se poi qualcuno si sente urtato nella propria sensibilità, a noi dispiace, ma esponiamo veramente tutto quello che ci arriva”. E aggiunge: “Chi ci conosce sa benissimo che non siamo di sicuro nostalgici”.
La commerciante chiarisce inoltre che “non si tratta di una scelta mirata a celebrare il fascismo”. In edicola, osserva, “si trovano anche varie riviste storiche che affrontano quel periodo”, poiché fa parte della storia italiana. “Io sono qui per vendere”, conclude, ricordando che tra i clienti c’è chi acquista anche quei calendari.
La vicenda, dunque, si riporta sul terreno da cui era partita: una vetrina commerciale e una segnalazione che ha suscitato reazioni. La spiegazione della titolare è netta: l’esposizione non vuole lanciare messaggi politici, ma – semplicemente – “riflette la varietà dei prodotti ricevuti e messi pertanto in vendita”.
