27 Ottobre, 2026 Cesenatico

La tomba di Marino Moretti tra silenzio e incuria: “Avrà da dir qualcosa”?

“Io so che la mia fossa non sarà nuda e avrà da dir qualcosa”. Queste le parole che Marino Moretti affidava ai versi di “Fine di calendario” – poesia n.35 in Diario senza le date – nel 1974, quasi come un presentimento: una riflessione lucida ma ironica sulla memoria che sopravvive alla morte. Oggi, davanti alla lapide 187 del celebre poeta cesenaticense, tuttavia, quelle parole assumono un significato differente. Perché qualcosa, in effetti, quella sepoltura continua a raccontarlo. Ma è una storia amara, che interroga la città sul modo in cui conserva uno tra i suoi patrimoni culturali più preziosi.

Lo stato attuale del sepolcro, custodito presso il Cimitero Urbano di Cesenatico, restituisce l’immagine di una tomba di famiglia che appare oggi evidentemente trascurata. La vegetazione si allarga tutt’intorno, invadendo parte del piano in pietra, mentre la superficie presenta i segni del tempo e alcune iscrizioni risultano perfino difficilmente leggibili. Non si tratta di sfarzo, né di monumentalità: a mancare è la cura.

Nel luglio 2019, in occasione del 40º anniversario dalla morte dello scrittore, il Comune di Cesenatico aveva ricordato che la tomba di famiglia, dove riposa anche la sorella Ines insieme ai genitori Ettore e Filomena, veniva mantenuta nella sua “semplicità originaria proprio per volere del grande poeta”. Una precisazione che merita di essere rispettata. Ma che pure suggerisce una domanda lecita: si può custodire una tomba nella sua essenzialità, garantendole al tempo stesso la manutenzione necessaria a preservarne il decoro e la leggibilità?

La questione assume un significato ancor più eclatante se si allarga lo sguardo al resto del cimitero. Il percorso verso la tomba di Marco Pantani è accompagnato da precise indicazioni in virtù dell’attenzione, comprensibile e doverosa, per un campione che ha segnato la storia dello sport e l’identità di Cesenatico. Eppure, tra i vialetti del camposanto, non si incontra alcuna indicazione che conduca il visitatore alla sepoltura di Marino Moretti, né una dedica commemorativa che ne celebri il valore ed il lascito letterario. Come se, accanto alla memoria sportiva, mancasse un richiamo altrettanto semplice alla memoria letteraria della città.

Moretti, del resto, non ha lasciato a Cesenatico soltanto il ricordo della propria opera: le ha affidato qualcosa di molto più concreto e prezioso. Con un testamento pubblico redatto il 4 aprile 1978, infatti, lo scrittore destinò alla Biblioteca comunale tutti i propri libri e le carte autografe. Dopo la sua morte, il 6 luglio 1979, fu la sorella Ines a proseguire idealmente quella volontà, donando nel febbraio 1980 al Comune anche la casa sul Porto Canale, insieme agli arredi, affinché diventasse un luogo dedicato allo studio, la ricerca e per la conservazione della memoria del fratello. Da quel lascito è nata Casa Moretti, oggi museo e centro di studi sulla letteratura del Novecento.

Un’eredità culturale che la città ha saputo trasformare in un luogo di conoscenza, aperto a studiosi, studenti e visitatori. Chi si reca a Cesenatico può di fatto accedere all’abitazione in cui Moretti nacque, visse e scrisse, conoscere le sue opere fino agli scritti originali, scoprire il legame profondo tra il poeta ed il Porto Canale. Ma chi desidera raggiungere il cimitero per rendergli omaggio, tutt’oggi, deve trovare la strada da sé.

Gli enti competenti potrebbero chiedersi, pertanto, se non sia opportuno fare qualcosa in più: verificare le condizioni della tomba, chiarire a chi spetti occuparsi della manutenzione e valutare una segnaletica, pur rispettosa del luogo e per la sobrietà voluta dal poeta.

Perché la memoria non si misura dalla grandezza di una lapide, né dalla sua maestosità. Si misura soprattutto dalla cura silenziosa con cui una comunità protegge ciò che ha ricevuto in eredità. E quella di Marino Moretti è un’eredità inestimabile, che Cesenatico non può permettersi di lasciare confinata alle pagine dei suoi libri.

© RIPRODUZIONE RISERVATA