Il malcontento della marineria torna a farsi sentire a Cesenatico. Questa mattina i pescatori hanno aderito alla protesta nazionale che coinvolge oltre 45 marinerie italiane, chiedendo risposte concrete di fronte a una situazione economica sempre più difficile. Al centro della mobilitazione il caro gasolio, diventato un peso insostenibile per molte imprese. Sul posto era presente anche una volante dei Carabinieri.
A dare voce alle preoccupazioni del settore è Nevio Torresi, pescatore ed ex presidente della cooperativa, che nei giorni scorsi ha partecipato ad un incontro al Ministero dell’Agricoltura insieme ai rappresentanti di altre marinerie.
Sul tavolo, la richiesta di prolungare il credito d’imposta fino alla fine dell’anno, proposta che, racconta, ha incontrato la contrarietà del sottosegretario Patrizio La Pietra.
“Se non diminuisci alla fonte il prezzo del gasolio, è un cane che si morde la coda”, osserva Torresi. Il carburante, spiega, è passato da circa 60-70 centesimi al litro a oltre un euro, arrivando oggi a Cesenatico a circa 1,18 euro. Una differenza che incide pesantemente sui bilanci, soprattutto per le imbarcazioni che necessitano di grandi quantità di combustibile per uscire in mare.

Torresi contesta anche l’efficacia di misure che sostengono le imprese senza garantire un reddito adeguato ai lavoratori. “Se una barca non riesce a sostenere i costi, cosa fa? Chiude. E chi ha dei dipendenti come può andare avanti?”. Il rischio, avverte, è che le difficoltà economiche spingano gli armatori a fermarsi, mettendo in pericolo posti di lavoro e attività che rappresentano una parte fondamentale dell’identità cittadina.
La sua riflessione va oltre il prezzo del carburante. Torresi richiama il legame tra pesca, alimentazione, cultura e ambiente, ricordando anche il contributo dei pescatori alla raccolta dei rifiuti in mare. “Se smettiamo di pescare, chi pulisce il mare?”, domanda, sottolineando come la tutela dell’ecosistema debba procedere insieme alla sostenibilità economica delle imprese. E rilancia la necessità di fare di Cesenatico un punto di riferimento nazionale, capace di mettere attorno allo stesso tavolo le diverse marinerie.
Alla protesta ha espresso solidarietà anche il Sindaco Matteo Gozzoli, presente per testimoniare la vicinanza dell’Amministrazione comunale. “Il costo del gasolio rappresenta in questo momento la minaccia più importante, perché sta rendendo insostenibile il lavoro”, ha dichiarato, ricordando anche le criticità legate alle normative europee.
“Questa è stata la mazzata finale. Ci auguriamo che a livello nazionale e internazionale arrivino presto delle risposte, perché con prezzi di questo genere rischiamo che a breve si fermi la pesca”, ha concluso il primo cittadino.
La richiesta della marineria è chiara: interventi urgenti sul carburante e misure capaci di garantire un futuro a un mestiere che, per Cesenatico, significa lavoro, tradizione ed economia.













