In mezzo al caos, la rabbia e lo sconforto di decine di famiglie rimaste senza un tetto dopo la truffa del falso residence (clicca qui), c’è stato anche chi ha deciso di rimboccarsi le maniche per dare concretamente una mano, senza chiedere nulla in cambio.
È la storia della famiglia Pasini, tra le più conosciute nel panorama turistico di Cesenatico, che insieme ad altri albergatori locali – nelle ore più difficili per oltre sessanta famiglie vittime della truffa online – ha scelto di mettersi a disposizione per cercare una soluzione concreta.
A raccontarlo è chi, per tutta la giornata, ha seguito da vicino la vicenda. Dopo aver appreso quanto stava accadendo in Via Pascoli, nel pieno centro cittadino, è stato contattato Leandro Pasini, storico albergatore ed ex presidente degli albergatori di Cesenatico. Da lui è arrivato immediatamente il contatto del figlio Alessandro, che non ha perso tempo: “Ditemi solo quanto possono spendere. Cerco di sistemarli tutti, perché non si può lasciare la gente per strada”, ha subito risposto. Poche parole che raccontano più di qualsiasi discorso.
Da quel momento è iniziata una vera e propria corsa contro il tempo per verificare disponibilità, contattare strutture ricettive e trovare una sistemazione alle famiglie rimaste senza alloggio nel pieno della stagione turistica.
Gran parte delle famiglie sono così finite all’Hotel Lux di Ponente, dove i titolari Sabrina e Dario hanno accolto la quasi totalità dei malcapitati a prezzi contenuti, soprattutto alla luce della piena stagione.
Un gesto che va ben oltre l’aspetto imprenditoriale e che restituisce il volto più autentico dell’ospitalità romagnola: quella fatta di solidarietà, senso di responsabilità e attenzione verso chi si trova in difficoltà.
D’altra parte, invece, la risposta istituzionale si è limitata – almeno nell’immediato – a descrivere la situazione, invitando inoltre a presentare denuncia ed indicando lo IAT come punto di supporto per la ricerca di una sistemazione. Ma senza annunciare interventi straordinari per l’emergenza in corso.
Nel post pubblicato ieri dal Sindaco Matteo Gozzoli si dà effettivamente conto delle segnalazioni già ricevute, tuttavia rinviando l’eventuale valutazione di ulteriori azioni legali ai prossimi giorni. Nessun piano straordinario o soluzione immediata è stato pertanto annunciato per le famiglie già coinvolte.
Mentre tanti turisti cercavano disperatamente una soluzione, dopo essere stati raggirati da una truffa costruita nei minimi dettagli, la famiglia Pasini ha invece scelto di passare dalle parole ai fatti, provando ad aiutare chi, dopo centinaia di chilometri percorsi e svariate ore di viaggio, rischiava di trascorrere la notte in auto o perfino di dover rinunciare alle proprie vacanze.
In una giornata che ha inevitabilmente danneggiato l’immagine di Cesenatico, il loro intervento rappresenta la nota di speranza e un esempio concreto di quella cultura dell’accoglienza che da sempre contraddistingue la Riviera.
Perché, come dimostrato in queste ore, accanto a chi truffa approfittandosi della buona fede delle persone, esiste anche chi non si gira dall’altra parte e sceglie di aiutare. E, forse – in questa brutta pagina – è proprio questo il volto di Cesenatico che merita di essere ricordato.